Skip to content

La comparsa di un nodulo vicino all’orecchio, sotto la mandibola o all’interno della bocca è un evento che spesso genera preoccupazione, ma che nella maggior parte dei casi va affrontato con razionalità clinica e tempi corretti. I tumori delle ghiandole salivari sono neoplasie rare che possono originare dalle ghiandole parotidi, sottomandibolari, sublinguali o dalle numerose ghiandole salivari minori distribuite nel cavo orale. Possono manifestarsi come un semplice gonfiore indolore oppure essere accompagnati da dolore, difficoltà nella deglutizione, alterazioni della salivazione o cambiamenti della mimica facciale. Nella maggioranza delle situazioni si tratta di lesioni benigne, ma esistono anche forme maligne che richiedono un inquadramento specialistico accurato. Per questo motivo la diagnosi precoce, basata su visita clinica, esami di imaging e valutazione citologica, rappresenta il primo passo fondamentale per definire la natura della patologia e pianificare il trattamento più adeguato, che spesso è chirurgico e deve tenere conto di strutture anatomiche delicate come il nervo facciale.

In questo articolo, assieme al Dott. Pietro Boni, chirurgo maxillo-facciale, vediamo cosa sono i tumori delle ghiandole salivari, quali sintomi non devono essere sottovalutati, come si arriva a una diagnosi corretta e quali sono le opzioni terapeutiche oggi disponibili, con particolare attenzione al percorso chirurgico e al recupero post-operatorio.

Se hai bisogno di una valutazione o di un intervento per i tumori delle ghiandole salivari a Milano o Monza, puoi contattare il Dott. Pietro Boni, chirurgo maxillo-facciale con esperienza nel trattamento di queste patologie.

Cosa sono i tumori delle ghiandole salivari e dove compaiono

I tumori della Ghiandole salivari maggiori sono tumori rari, principalmente a carattere benigno generalmente a lenta crescita e indolenti. Sono tumori rari stimati con percentuali al di sotto dell’1% di tutti i tumori e la maggior parte di essi si sviluppa nella parotide.

Sintomi: quando un nodulo va controllato

Molti tumori delle ghiandole salivari, soprattutto quelli benigni, si presentano come:

  • gonfiore o nodulo davanti o sotto l’orecchio
  • massa sotto la mandibola
  • nodulo generalmente mobile e non doloroso

Esistono però segnali che richiedono una valutazione più rapida:

  • dolore persistente nella zona
  • alterazioni dei movimenti del viso o asimmetria facciale
  • difficoltà nella masticazione o nella deglutizione
  • formicolii o perdita di sensibilità
  • cambiamenti improvvisi della forma del volto

La presenza di questi sintomi non significa automaticamente tumore maligno, ma rappresenta un motivo valido per rivolgersi a uno specialista.

Tumori benigni delle ghiandole salivari

Adenoma pleomorfo

L’adenoma pleomorfo è il tumore benigno più frequente delle ghiandole salivari. Colpisce più spesso adulti tra i 30 e i 50 anni ed è leggermente più comune nel sesso femminile. Si presenta tipicamente come un nodulo ben delimitato, mobile e indolore, con una crescita lenta e progressiva nel tempo. La sede più frequente è la parotide, ma può interessare anche le ghiandole salivari minori, in particolare a livello del palato.

Nonostante la natura benigna, l’adenoma pleomorfo richiede asportazione da parte di un chirurgo esperto, in quanto, se operato in maniera sbagliata ha una tendenza a recidive multiple all’interno dei tessuti, come fossero metastasi di un tumore maligno, risultando così estremamente complesso da eradicare. Tra l’altro in una piccola percentuale di casi, può andare incontro a trasformazione maligna. Per questo motivo, l’approccio terapeutico di scelta è l’asportazione chirurgica della ghiandola interessata, con particolare attenzione alla preservazione delle strutture anatomiche vicine.

Tumore di Warthin (cistoadenolinfoma)

Il tumore di Warthin, noto anche come cistoadenolinfoma, è un’altra forma benigna relativamente comune. Colpisce più frequentemente soggetti in età avanzata ed è fortemente associato al fumo di sigaretta. Può presentarsi in modo bilaterale ed è localizzato quasi esclusivamente nella ghiandola parotide.

Dal punto di vista clinico si manifesta come una tumefazione duro-elastica, ben circoscritta, generalmente indolore e a crescita lenta. In assenza di segni di rapida evoluzione o di episodi infiammatori ricorrenti. In caso di aumento di volume o sintomi associati, è indicato il trattamento chirurgico, che può consistere in una resezione mirata o in una parotidectomia superficiale, sempre con attenzione alla protezione del nervo facciale.

Tumori maligni delle ghiandole salivari

Oltre il 70% dei tumori maligni delle ghiandole salivari interessa la parotide, mentre una percentuale compresa tra il 10 e il 20% coinvolge la ghiandola sottomandibolare. Le neoplasie della ghiandola sottolinguale e delle ghiandole salivari minori sono meno frequenti, ma presentano una maggiore probabilità di malignità.

Carcinoma mucoepidermoide

Il carcinoma mucoepidermoide è il tumore maligno più comune delle ghiandole salivari. Colpisce prevalentemente la parotide, ma può originare anche dalle ghiandole salivari minori. Clinicamente si presenta come un nodulo duro, poco mobile e talvolta dolente; nelle sedi intraorali può assumere una colorazione blu-violacea.

Il trattamento di prima scelta è chirurgico, poiché questa neoplasia risponde in modo limitato alla radioterapia. La strategia terapeutica dipende dallo stadio del tumore, dalle dimensioni della lesione e dall’eventuale coinvolgimento dei linfonodi regionali.

Carcinoma adenoide cistico

Il carcinoma adenoide cistico rappresenta una delle forme maligne più insidiose delle ghiandole salivari. È più frequente nelle ghiandole salivari minori e si caratterizza per una crescita spesso lenta ma persistente. Una delle sue peculiarità è la marcata tendenza a diffondersi lungo le strutture nervose, fenomeno noto come invasione perineurale.

Questo comportamento biologico rende necessario un trattamento chirurgico accuratamente pianificato e un follow-up prolungato nel tempo. In base allo stadio della malattia e alle caratteristiche istologiche, può essere indicata una terapia adiuvante post-operatoria, come la radioterapia o, in casi selezionati, l’adroterapia.

Altri tumori maligni più rari

Oltre alle forme più comuni, nelle ghiandole salivari possono svilupparsi altri tumori maligni meno frequenti, come il carcinoma a cellule acinose, diversi tipi di adenocarcinoma, carcinomi indifferenziati e, più raramente, sarcomi e linfomi. Sebbene rari, questi tumori richiedono una diagnosi istologica precisa e un approccio terapeutico altamente personalizzato.

Diagnosi a monza e milano: come si arriva a una risposta chiara

La diagnosi dei tumori delle ghiandole salivari segue un percorso progressivo e ragionato, con l’obiettivo di identificare la natura della lesione nel modo più accurato possibile, evitando esami inutili ma senza trascurare elementi importanti. Il primo passo è sempre la visita specialistica, generalmente effettuata da uno specialista del distretto testa-collo. Durante la valutazione clinica vengono esaminate le ghiandole salivari, la regione del volto e del collo, e viene controllata attentamente anche la funzione neurologica, in particolare la mimica facciale, che può fornire indicazioni preziose.

La sola presenza di un nodulo, tuttavia, non è sufficiente per stabilire una diagnosi. Per questo motivo, dopo aver raccolto l’anamnesi del paziente e valutato le caratteristiche cliniche della massa, si ricorre quasi sempre a un’ecografia delle ghiandole salivari, un esame semplice e non invasivo che permette di definire dimensioni, forma e consistenza della lesione. Quando necessario, l’ecografia può essere associata a un agoaspirato, utile per analizzare le cellule del nodulo e orientare la diagnosi tra lesione benigna e sospetta.

Nei casi in cui sia necessario uno studio più approfondito, soprattutto per valutare l’estensione della patologia e i rapporti con le strutture anatomiche vicine, vengono utilizzati esami di imaging avanzato come la risonanza magnetica o la tomografia computerizzata (TC). Questi esami sono fondamentali per la pianificazione terapeutica, in particolare quando si prospetta un trattamento chirurgico.

In alcune situazioni selezionate, soprattutto quando gli esami precedenti non consentono una definizione certa, può essere indicato un prelievo tissutale più approfondito. La combinazione di visita clinica, imaging e valutazione citologica o istologica consente nella maggior parte dei casi di arrivare a una diagnosi precisa e di impostare il percorso di cura più adeguato per il singolo paziente.

Trattamento dei tumori delle ghiandole salivari

Il trattamento dei tumori delle ghiandole salivari è strettamente legato al tipo di neoplasia, alla sua estensione e alla ghiandola coinvolta. Nella maggior parte dei casi, soprattutto quando la leseione è benigna, una corretta chirurgia elimina il problema. L’obiettivo principale dell’intervento è la rimozione completa della lesione, associata a una valutazione istologica accurata. In questo caso la procedura ha basso peso biologico, con ricovero generalmente di una notte.

Gli interventi vengono eseguiti in anestesia generale e richiedono una pianificazione dettagliata basata sugli esami di imaging preoperatori. La complessità dell’intervento varia in funzione della sede e delle dimensioni del tumore, ma un elemento comune è la necessità di preservare, quando possibile, le strutture anatomiche nobili adiacenti, in particolare nervi e vasi.

Chirurgia della parotide e tutela del nervo facciale

La maggior parte dei tumori delle ghiandole salivari interessa la ghiandola parotide, una struttura anatomica delicata al cui interno decorre il nervo facciale, responsabile dei movimenti del volto. Per questo motivo, la chirurgia parotidea richiede un’elevata esperienza specialistica. Durante l’intervento, il chirurgo identifica e segue il decorso del nervo facciale e dei suoi rami, con l’obiettivo di preservarne la funzione ogni volta che le caratteristiche del tumore lo consentono.

Nei centri più avanzati può essere utilizzato il neuromonitoraggio intraoperatorio, una tecnologia che aiuta a riconoscere e proteggere il nervo durante le fasi più delicate dell’intervento. A seconda dell’estensione della malattia, la chirurgia può consistere nella rimozione selettiva della lesione, in una parotidectomia superficiale o, nei casi più complessi, in una parotidectomia totale.

Interventi sulle altre ghiandole salivari

Quando il tumore interessa la ghiandola sottomandibolare, l’intervento viene eseguito attraverso un accesso cervicale e prevede l’asportazione completa della ghiandola. In questa sede è fondamentale prestare attenzione al nervo marginale mandibolare, che controlla i movimenti del labbro inferiore. In presenza di neoplasie maligne, l’intervento può essere associato allo svuotamento linfonodale del collo.

I tumori delle ghiandole sottolinguali e delle ghiandole salivari minori, sebbene meno frequenti, richiedono anch’essi un approccio chirurgico mirato, adattato alla sede specifica e alle caratteristiche biologiche della neoplasia.

Decorso post-operatorio e controlli

Dopo l’intervento, può essere posizionato un drenaggio chirurgico per ridurre il rischio di raccolte di sangue o saliva nei primi giorni. La durata del ricovero dipende dal tipo di intervento e dall’andamento del decorso post-operatorio, ma nella maggior parte dei casi la dimissione avviene dopo pochi giorni.

Alla dimissione vengono fornite indicazioni precise per la gestione domiciliare e viene programmato un controllo ambulatoriale a breve termine. In base all’esito dell’esame istologico definitivo, può essere indicato un percorso di follow-up strutturato o, nei casi selezionati, un trattamento adiuvante come la radioterapia, con l’obiettivo di ridurre il rischio di recidiva e migliorare il controllo della malattia nel tempo.

Possibili complicanze

Possibili effetti temporanei o complicanze includono:

  • debolezza del nervo facciale, spesso transitoria
  • alterazioni della sensibilità cutanea
  • gonfiore locale
  • sindrome di Frey, con sudorazione nella regione operata durante i pasti

La maggior parte di questi disturbi migliora nel tempo o può essere trattata efficacemente.

Quando servono terapie aggiuntive

Non tutti i tumori maligni richiedono trattamenti oltre la chirurgia.

La decisione dipende da tipo istologico, grado, margini chirurgici e coinvolgimento linfonodale.

In alcuni casi selezionati può essere indicata la radioterapia post-operatoria per ridurre il rischio di recidiva locale.

Domande Frequenti sul Tumore delle Ghiandole Salivari

Quali sono i sintomi del tumore delle ghiandole salivari?

Il sintomo più frequente è la comparsa di un nodulo o di un gonfiore indolore. In alcuni casi possono essere presenti dolore, difficoltà nella masticazione o nella deglutizione, alterazioni della salivazione, intorpidimento del volto o cambiamenti della mimica facciale.

Quali sono i fattori di rischio per lo sviluppo del tumore delle ghiandole salivari?

Tra i fattori associati a un aumento del rischio rientrano l’esposizione a radiazioni nella regione testa-collo, alcune esposizioni professionali, il fumo di sigaretta (soprattutto per alcune forme benigne) e la presenza di precedenti lesioni salivari.

Come viene diagnosticato il tumore delle ghiandole salivari?

La diagnosi si basa su visita specialistica, diagnostica di base ecografica o RMNi e agoaspirato. In casi selezionati vengono eseguiti esami di imaging avanzato come risonanza magnetica o TC e, se necessario, un prelievo tissutale a seconda della tipologia di sospetto diagnostico

Quali sono le opzioni di trattamento per il tumore delle ghiandole salivari?

La chirurgia rappresenta il trattamento principale nella maggior parte dei casi. In base al tipo di tumore e allo stadio, può essere associata a radioterapia o ad altri trattamenti adiuvanti.

Quale chirurgo scegliere per l’intervento sul tumore delle ghiandole salivari?

È importante affidarsi a un chirurgo con esperienza specifica nella chirurgia delle ghiandole salivari, in grado di gestire correttamente il rapporto tra il tumore e le strutture nervose del volto.

Chi è il miglior chirurgo per i tumori delle ghiandole salivari?

Non esiste un “migliore” in senso assoluto, ma è fondamentale scegliere un professionista con comprovata esperienza in chirurgia del distretto testa-collo, come il Dott. Pietro Boni.

Come riconoscere un tumore delle ghiandole salivari?

La persistenza di un nodulo che non regredisce nel tempo, soprattutto se associato a dolore o alterazioni della mimica facciale, richiede una valutazione specialistica.

Cosa succede se si tolgono le ghiandole salivari?

La rimozione di una ghiandola salivare è generalmente ben tollerata. Le altre ghiandole compensano la produzione di saliva, anche se in alcuni casi può comparire una temporanea sensazione di secchezza orale.

Perché si ingrossano le ghiandole salivari?

L’ingrossamento può essere causato da infiammazioni, infezioni, calcoli salivari o dalla presenza di una lesione tumorale.

Perché fanno male le ghiandole salivari?

Il dolore può essere legato a un’infiammazione, a un’ostruzione dei dotti salivari o, più raramente, a una neoplasia.

Quali sono i tumori benigni delle ghiandole salivari?

Tra i più comuni rientrano l’adenoma pleomorfo e il tumore di Warthin

L’Adenoma Pleomorfo può recidivare?

L’adenoma pleomorfo, nonostante la sua natura benigna può recidivare e “insemenzare”, ossia diffondersi come un tumore maligno al tessuto parotideo, nel caso venga operato in maniera non corretta.

Prenota Ora

Prenota un appuntamento per una consulenza personalizzata.

Valuteremo insieme i tuoi desideri e le soluzioni più adatte a te.

Prenota un appuntamento

Prima disponibilità entro 7 giorni lavorativi